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EDITORIALE - Giuseppe Russillo

 

Razionalità e ragionevolezza

Siamo costretti a ritornare sulla questione universitaria per il prolungarsi della disattenzione e indifferenza a fronte di chiari segnali di disagio.

Disagio che solo in parte si può attribuire alle normali, inevitabili difficoltà delle trasformazioni in atto, ma che trova invece la sua motivazione più profonda nella mancanza di un progetto di società chiaro che possa motivare e aggregare forze e impegni per sostenerlo. Si incoraggia il proseguimento degli studi per tutti, con una sfrenata offerta di curricula spesso opinabili perché non sostenuta da sicure competenze, adeguate alle novità proposte, ma soprattutto senza predisporre mezzi e risorse adeguate a sostenere gli impegni, con il risultato che una maggioranza indiscriminata e non orientata di popolazione studentesca va ad intasare la già precaria situazione dei nostri atenei, e in modo particolare dei nostri atenei meridionali. Finanziano le carriere dei pochi privilegiati che possono seguire i corsi normalmente, facendo in modo che gli studenti. i quali hanno maggiori difficoltà ad usufruire delle opportunità che i modesti mezzi dei nostri atenei sono in grado di offrire, ritardino il loro percorso di studi con aggravi notevoli per le famiglie. 

Si perpetua così la situazione in cui i poveri finanziano strutture che possono essere utilizzate solo dai ricchi, in coerenza con alcune recenti scelte politiche dove i giocatori dei ]otto e dei bingo, notoriamente in maggioranza diseredati, finanziano la copertura dei buchi del bilancio statale provocati non certo da loro.

Alla disattenzione dei politici, interessati a processi di razionalizzazione, più versati verso il mercato che verso la libera espressione delle intelligenze, la quale solo può garantire creatività culturale e solidarietà sociale, ora si aggiunge anche l'aggressiva superficialità di giornalisti, molto sensibili a cogliere scandali pur odiosi, ma che, non analizzando i motivi e le cause ultime, rivelano soltanto la foro inconsistenza e incapacità di andare al fondo dei problemi. Preoccupati più dell'effetto immediato che delle conseguenze, rischiano di buttare con l'acqua sporca anche il bambino.

La razionalìzzazione è molto utile per garantire l'efficienza di una fabbrica di pelati; per la "Fabbrica degli uomini" c'è bisogno di ragionevolezza, la quale nasce solo da menti libere non interessate e responsabili, che si preoccupano delle conseguenze non solo immediate ma sopratutto a medio e lungo termine delle proprie decisioni e azioni.

Giuseppe Russillo