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PREMESSA: Il quadro teorico di riferimento
Le profonde trasformazioni culturali e valoriali determinate dall’avvento di
"quel fenomeno di trasformazione dell’espressione verbale, iniziato con la scrittura, che ha accresciuto il coinvolgimento della parola nello spazio e ha contemporaneamente creato una nuova cultura
elettronica" (1), impongono la necessità di una sempre maggiore consapevolezza dell’influenza esercitata dai media (vecchi e nuovi) nel determinare nuovi modi di percepire la realtà e di rapportarsi ad essa.
Qualsiasi scelta progettuale, in campo educativo e non, deve implicare, pertanto:
-
il confronto con gli assetti mediali costituitisi nel contesto sociale
più ampio e di cui rappresentano un fulcro fondamentale;
-
la valutazione delle potenzialità e dei limiti degli strumenti messi
a disposizione dalle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione, secondo la triplice dimensionalità di "utensili
pratici ed efficienti, di strumenti di espansione dei modi di essere e
di pensare nonché di ambiti per mezzo dei quali si definiscono le
dominanti culturali del nostro tempo". (2)
La necessità per la scuola di garantire alle giovani generazioni un “saper fare” che scongiuri il sorgere di nuove forme di esclusione e di nuovi analfabetismi, ma soprattutto un “saper essere” utenti consapevoli delle potenzialità e limiti dei nuovi strumenti, reali costruttori del proprio patrimonio di significati e strategie, appare pertanto subordinata al fatto, che gli insegnanti siano, a loro volta, in grado di affrontare questo compito connotato non tanto dalla trasmissione di conoscenze tecniche specifiche, quanto dal cambiare il modo di fare scuola e di saper utilizzare proficuamente le tecnologie nella didattica quotidiana [cfr. Premessa del Piano Nazionale di Formazione degli Insegnanti sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione].
(3)
Prevedere però un terzo asse centrato sull’uso delle tecnologie, lungo cui sviluppare la professionalità docente, significa chiedere agli insegnanti di modificare la nozione che questi hanno del proprio ruolo e della propria immagine in esso e, soprattutto, mettere a punto interventi formativi che tengano conto delle loro caratteristiche di formandi adulti. Si tratta, infatti, di soggetti con una ben definita
identità cognitiva (4) e professionale, da cui derivano consolidate strategie di apprendimento (e, nel nostro caso, anche di insegnamento), la cui modifica richiede all’adulto una forte motivazione fondata sull’apprendere per un fine che gli è ben chiaro e che sente psicologicamente suo bisogno-desiderio per i ruoli che esercita, per gli obiettivi che persegue, per le sfide che vuole vincere, per i problemi che riesce a risolvere… (5)
La storia e la cronaca delle tecnologie educative (come dimostrato anche da comparazioni critiche condotte a livello internazionale)
(6) mostrano con chiarezza che l’introduzione pura e semplice di nuovi strumenti non implica automaticamente un incremento della qualità dell’intervento formativo; il passaggio da un approccio
tecnocentrico ad uno antropocentrico, basato sulla costruzione attiva delle conoscenze, sull’integrazione dello specifico ausilio tecnologico nel contesto di apprendimento
(7), deve coinvolgere pienamente il docente nel processo di innovazione di metodi e strumenti, fornendogli, in primo luogo, un “orizzonte di senso” che lo sostenga e motivi al cambiamento.
L’integrazione delle TIC nella prassi didattica come mezzi ordinari (e non eccezionali o sperimentali), richiederà, in primo luogo, che siano gli insegnanti stessi ad utilizzare tali strumenti per la propria formazione culturale e professionale fino a sentirli propri, a sceglierli come tali. Occorre andare oltre la visione dell’utilizzo delle TIC come una necessità a cui la scuola “non si può sottrarre” (quasi che se potesse farlo…), puntando sulla significatività dell’apprendimento docente, nella consapevolezza che ciò da cui può scaturire la valenza didattico-formativa di tali tecnologie è soprattutto la loro “ecologia”, ossia l’integrazione con il più generale contesto di apprendimento ed il tipo di rapporto con le altre componenti di tale contesto, docenti in primis.
IL PROGETTO
- Analisi dei bisogni
La progettazione di un intervento formativo sulle TIC rivolto ad insegnanti di lingua straniera della scuola elementare, ha implicato un triplice livello di valutazione nell’analisi dei bisogni:
- competenze informatiche possedute;
- percorso di formazione pregresso;
- utilizzazione del docente come “specialista” o come “specializzato”.
Il reclutamento dei docenti di L2, infatti, è stato realizzato con diverse modalità (corsi di formazione in servizio, superamento della prova di lingua straniera al concorso, possesso di laurea in lingue e letterature straniere), dando vita ad una compagine alquanto variegata di insegnanti, dal punto di vista tanto delle competenze linguistiche tanto di quelle
glotto-didattiche.
Non è un caso che la C.M. 23 novembre 1998, n° 459 (Progetto per l’insegnamento della lingua straniera – Piano di formazione per gli anni scolastici 1998/99 e 1999/2000) prevedesse l’organizzazione di opportunità formative per insegnanti formati con priorità per:
-
docenti laureati avviati all’insegnamento della lingua straniera senza aver potuto frequentare i corsi di formazione;
-
docenti vincitori del concorso magistrale che hanno superato la prova di lingua straniera;
-
docenti che operano nell’insegnamento con continuità da almeno tre anni.
Non si può ignorare, inoltre, che pur rappresentando un’articolazione interna della funzione docente nella scuola
elementare (8), l’insegnamento della lingua straniera, non è stata ancora “metabolizzato” come tale, in primo luogo a causa dei diversi esiti organizzativi (e relazionali) che scaturiscono dall’utilizzo di “specializzati” o “specialisti”. In particolare, il ricorso a questi ultimi, in carenza di insegnanti del team con la necessaria formazione, ha portato spesso ad una “secondarizzazione” dell’insegnamento della lingua straniera che, insieme al primato dell’inglese sulle altre lingue europee, spesso pone in secondo piano le finalità specifiche di questo apprendimento nella scuola di base.
I colloqui e il questionario semi-strutturato somministrato ai docenti destinatari del progetto (2 specialisti e 13 specializzati tra cui 3 di sostegno) prima della stesura del progetto, ha permesso di evidenziare un livello di alfabetizzazione informatica medio situabile tra i livelli 1 e 2 di competenza individuati dal progetto tecnico del Piano Nazionale di Formazione (docenti con scarse o nessuna alfabetizzazione informatica o incapaci di usare significativamente gli strumenti tecnologici in ambito didattico), che li inquadra come potenziali destinatari del Percorso formativo
A (9). I bisogni formativi più sentiti sono quelli relativi al reperimento di materiale didattico vario e di software specifico nonché alla navigazione e alla ricerca in Internet.
Emerge quindi la necessità di mettere i docenti in grado di far propri i concetti fondamentali riguardanti le tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (concetti teorici di base con particolare riferimento alle reti informatiche), rendendoli consapevoli sia di come possano essere utilizzati gli strumenti informatici per facilitare e migliorare lo studio della disciplina, sia delle risorse esistenti in rete per la formazione continua.
Nella consapevolezza che l’apprendimento delle lingue è un processo continuo che si alimenta della pratica
costante (10), risulta infatti essere fondamentale fornire ai docenti strumenti più flessibili di aggiornamento e autoformazione, mediante i quali poter scegliere il momento e il luogo dello studio, ma anche personalizzare il proprio percorso formativo, tramite la scelta dell’argomento di studio o della sequenza dei moduli didattici. In tale maniera si persegue il duplice obiettivo, specifico della formazione sulle TIC degli insegnanti di L2, di rendere familiare l’utilizzo delle nuove tecnologie per la propria formazione ancor prima che per quella altrui, calibrando l’approfondimento dello studio della lingua in base al proprio livello di padronanza ed ai propri interessi. Solo nel momento in cui per l’insegnante l’utilizzo delle TIC sarà familiare e significativo, si potrà parlare di integrazione delle stesse nel suo bagaglio culturale e professionale e ci si potrà aspettare che (assetti organizzativi permettendo) le faccia proprie nel suo “fare scuola” quotidiano.
Le finalità del progetto e il Piano Nazionale di Formazione degli insegnanti sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.
Il piano nazionale di Formazione degli Insegnanti sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione raccomanda che la definizione di percorsi di formazione per insegnanti sulle nuove tecnologie non si riduca a semplice acquisizione di competenze di natura tecnica ma abbia come punto focale l’intreccio tra tecnologia e didattica, tecnologia e processi d’apprendimento, valorizzando la triplice valenza delle TIC come strumenti di supporto:
- all’organizzazione e alla gestione della propria attività professionale;
- alla propria attività culturale, con particolare riferimento alle possibilità offerte della rete Internet;
- al miglioramento e alla facilitazione del processo di apprendimento della disciplina da parte dei propri allievi.
Alla luce di tali indicazioni, i docenti di base dovranno essere formati affinché acquisiscano due categorie di competenze.
a) Utilizzare in modo competente gli strumenti e le funzioni di base delle TIC
(si assume come Syllabus di riferimento quello della Patente Informatica Europea (ECDL)…)
b) Utilizzare strumenti di base delle TIC, strumenti applicativi rivolti alla didattica, risorse di rete nell’ambito del proprio lavoro in classe e fuori dalla classe.
Facendo propri tali obiettivi formativi e con l’intento di realizzare un intervento calibrato sulle aspettative e sui bisogni formativi dei docenti coinvolti, fornendo loro nuove e significative alternative di arricchimento culturale e professionale, il progetto in questione si propone di:
- mettere in grado il docente di utilizzare in modo competente le reti informatiche per l’aggiornamento professionale, il reperimento di materiali didattici, la comunicazione e collaborazione con colleghi ed esperti lontani;
- renderlo consapevole delle potenzialità e dei limiti dell’utilizzo delle TIC nell’insegnamento/
apprendimento della lingua straniera;
- metterlo in grado di individuare e scegliere il software didattico, anche in base ai requisiti minimi hardware necessari per un suo buon funzionamento.
In tale maniera, sarà possibile l’acquisizione di almeno parte di quelle competenze che vengono indicate come auspicabili per tutto il corpo docente e che potranno essere sfruttate anche ai fini del conseguimento dell’ECDL o nell’ambito di un eventuale coinvolgimento nel Piano Nazionale di Formazione (Percorso formativo A).
Modalità, contenuti e tempi di attuazione
Il progetto si svilupperà in un tempo complessivo di 20 ore e si svolgerà nel laboratorio di informatica della scuola, secondo un percorso articolato in 3 moduli, di cui due di base (secondo il modello ECDL) per l’acquisizione delle abilità di uso delle TIC e uno sul loro uso nella didattica della lingua straniera.
La formazione prevederà, per ciascuno dei moduli, un’interazione costante tra teoria e prassi che realizzi un apprendimento significativo e, soprattutto, immediatamente fruibile dai docenti coinvolti. A tal fine, anche nel caso del modulo n.1 relativo ai “Concetti teorici di base”, l’apprendimento dei contenuti verrà esplicitamente finalizzato all’acquisizione di capacità immediatamente constatabili dal docente-formando, quale quella di essere in grado di verificare autonomamente se il proprio PC ha i requisiti minimi per un corretto funzionamento del software considerato.
Per gli altri due moduli (n.2 “Reti informatiche” e n.3 “Lingua straniera e TIC”), la circolarità teoria prassi verrà in questo caso realizzata attraverso un sviluppo fortemente integrato degli stessi, in maniera tale che il modulo n.3 fornisca i contenuti (materiali di tipo informativo, esemplificativo di esperienze già realizzate ma anche di approfondimento e di analisi critica) per impadronirsi delle tecniche di ricerca in internet, che rappresenta la seconda funzione più utilizzata in rete dopo il servizio e-mail. Alla luce di un incremento vertiginoso, che dovrebbe vedere arrivare le pagine sul web a 100 miliardi nel 2004 (a fronte degli attuali 2 miliardi circa) [fonte: Altavista], impostare adeguatamente una ricerca e selezionare e interpretare criticamente i risultati, è condizione ineludibile non solo per fronteggiare la situazione di information overload, ma anche per sfruttare le potenzialità della rete in termini di formazione e autoformazione continua, calibrata secondo specifiche necessità.
ARTICOLAZIONE DEI MODULI
MODULO 1 – Concetti teorici di base
Scopo del modulo. Mettere in grado
di: Comprendere i concetti fondamentali riguardanti le tecnologie dell’Informazione e della
Comunicazione; descrivere la struttura e il funzionamento di un Personal Computer.
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dei contenuti |
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Per iniziare
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Hardware/Software/Information Technology
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Comprendere a livello base cos’è l’hardware, il software e l’Information Technology (IT).
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Tipi di computer
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Distinguere le varie classi di computer (mainframe, minicomputer, network computer, personal computer, laptop computer) in termini di capacità di elaborazione, velocità, costo e impieghi tipici. Conoscere il significato di terminale intelligente e terminale stupido.
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Componenti di base di un personal computer
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Sapere quali sono le componenti principali di un personal computer: l’unità centrale di elaborazione (CPU), l’hard disk, i più comuni dispositivi di input/output, i tipi di memoria, i supporti rimovibili come dischetti, zip disk, CD-ROM ecc. Sapere cosa significa dispositivo periferico.
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Hardware
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Unità centrale di elaborazione
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Sapere cos’è l’unità centrale di elaborazione (CPU) e cosa fa: calcolo, controllo logico, gestione della memoria, ecc. Sapere che la velocità della CPU è misurata in Megahertz (MHz)
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Dispositivi di input
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Conoscere i vari dispositivi utilizzati per inserire dati nel computer come mouse, tastiera, trackball, scanner, touchpad, penna luminosa, joystick ecc.
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Dispositivi di output
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Conoscere quali sono i più comuni dispositivi utilizzati per mostrare i risultati delle elaborazioni del computer: unità di visualizzazione (schermo, monitor), stampanti di uso normale, plotter, dispositivi a microfilm, sintetizzatori vocali ecc. Sapere dove e come sono usati questi dispositivi.
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Dispositivi di memoria
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Memoria di massa
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Distinguere i vari tipi di memoria di massa in termini di velocità, capacità e costo, per es. hard disk interni/esterni, zip disk, data cartridge, CD-ROM, dischetti ecc.
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Memoria veloce
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Conoscere i differenti tipi di memoria veloce, ad es. RAM (random-access memory), ROM (read-only memory). Dire quando sono usate.
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Capacità della memoria
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Conoscere le unità di misura della memoria (bit, byte, KB, MB, GB).
Prestazioni del computer Sapere quali sono i principali fattori che influiscono sulle prestazioni di un computer, per es. velocità della CPU, dimensione della RAM, velocità e capacità dell’hard disk.
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Software
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Tipi di software
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Conoscere il significato dei termini software di sistema e software applicativo e capirne la differenza.
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Sistema operativo
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Sapere quali sono le principali funzioni del Sistema Operativo. Conoscere il significato di Graphical User Interface (GUI) e fare degli esempi. Comprendere i vantaggi di usare un’interfaccia GUI.
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Software applicativo
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Elencare alcuni dei programmi applicativi più comuni e il loro uso.
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Reti informatiche
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LAN e WAN
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Conoscere il significato di LAN (Local Area Network) e di WAN (Wide Area Network). Sapere quali sono i vantaggi del lavoro di gruppo e della condivisione delle risorse di rete.
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Posta elettronica
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Capire il termine “posta elettronica” e quali sono i suoi usi. Sapere cos’è necessario per inviare e ricevere messaggi di posta elettronica. Conoscere quali sono le principali attrezzature informatiche e di telecomunicazione necessarie per usare la posta elettronica.
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Internet
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Sapere cos’è Internet: il concetto base, i suoi usi principali. Conoscere i vantaggi economici di usare Internet rispetto agli altri sistemi di comunicazione. Sapere cos’è un motore di ricerca.
Conoscere la differenza tra Internet e World Wide Web (www). |
MODULO 2 – Reti informatiche
Scopo del modulo. Mettere in grado
di: dominare i concetti fondamentali sulle reti
informatiche; ricercare informazioni e comunicare con altri utenti;
utilizzare Internet per la ricerca di dati e documenti nella
rete; utilizzare le funzionalità di un browser; utilizzare i motori di ricerca e eseguire stampe dal
web; comunicare per mezzo della posta elettronica; inviare e ricevere messaggi, allegare documenti a un messaggio.
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dei contenuti |
Argomenti |
Obiettivi |
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Internet: per iniziare
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Primi passi con Internet
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Aprire un programma di navigazione (browser).
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Capire com’è strutturato un indirizzo web.
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Visualizzare una data pagina web.
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Cambiare la pagina iniziale di navigazione.
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Chiudere il browser.
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Usare le funzioni di Help.
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Navigazione in web
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Accedere ad un indirizzo web
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Aprire un URL (Uniform Resource Locator) e raccogliere i dati.
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Aprire un link ipertestuale o un file grafico e tornare alla pagina di origine.
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Navigare fino ad un sito specificato e raccogliere i dati.
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Ricerca in web
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Usare un motore di ricerca
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Definire i requisiti della ricerca.
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Fare una ricerca mediante parole chiave.
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Fare una ricerca usando i comuni operatori logici.
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Stampa
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Vedere l’anteprima di stampa.
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Modificare le opzioni di stampa.
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Stampare una pagina web usando le opzioni di base della stampa.
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Presentare il risultato di una ricerca in forma stampata.
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Segnalibri
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Creare un segnalibro
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Aprire una pagina mediante un segnalibro (bookmark).
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Assegnare un bookmark ad una pagina web.
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Aggiungere pagine web ala cartella dei bookmark.
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Posta elettronica: per iniziare
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Primi passi con la posta elettronica
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Aprire un programma di posta elettronica.
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Aprire la cassetta delle lettere di un dato utente.
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Leggere un messaggio.
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Chiudere il programma di posta elettronica.
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Messaggi
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Inviare
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Creare un nuovo messaggio.
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Inserire un indirizzo nel campo “destinatario”.
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Inserire un titolo nel campo “oggetto”.
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Allegare un file al messaggio.
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Mandare un messaggio con alta/bassa priorità.
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Copiare, spostare, cancellare
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Usare le funzioni “Copia” e “Incolla” per duplicare un testo nel messaggio attivo.
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Usare “Taglia” e “Incolla” per spostare un testo all’interno di un messaggio o in un altro messaggio attivo.
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Usare “Taglia” e “Incolla” per inserire nel messaggio un testo prelevato altrove.
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Cancellare parte del testo in un messaggio.
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Cancellare un file allegato ad un messaggio.
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Leggere un messaggio
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Aprire la cartella di posta.
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Evidenziare un messaggio ed aprirlo.
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Riporre il messaggio.
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Rispondere a un messaggio
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Usare la funzione “Rispondi al mittente”.
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Usare la funzione “Rispondi a tutti”.
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Rispondere inserendo il messaggio originale.
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Rispondere senza inserire il messaggio originale.
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Spedire il messaggio.
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MODULO 3 – Lingua straniera e TIC
Scopo del modulo. Far
comprendere: qual
è l’impatto delle TIC sulla propria disciplina e sulla sua
didattica; come possono essere utilizzati gli strumenti informatici
per facilitare e migliorare lo studio della lingua straniera; come
individuare, scegliere e usare il software didattico disponibile e
quali risorse di rete sono rilevanti per l’apprendimento della
lingua e per la formazione continua del docente.
| Area
dei contenuti |
Argomenti |
Obiettivi |
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TIC e propria disciplina
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TIC e discipline
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Ricercare e descrivere i cambiamenti indotti nella propria disciplina dall’uso delle TIC con particolare riferimento ai contenuti e ai modi di insegnamento.
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Uso di strumenti informatici nella didattica della propria disciplina
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Analizzare buone pratiche di uso degli strumenti informatici.
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Il reperimento e la valutazione del software didattico
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Reperimento dell’informazione sul SD
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Individuare, accedere e consultare le principali fonti di informazione sul SD disponibile.
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Valutazione SD
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Ricercare i principi e i criteri di valutazione del SD a applicarli ad alcuni casi.
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Scelta del SD
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Scegliere il SD rispondente a date esigenze formative.
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Siti web rilevanti
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Siti web principali
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Ricercare i principali siti web di interesse per la didattica della propria disciplina.
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Maria
Grazia Fiore
Top
Note:
1) Cfr. la definizione di “oralità secondaria” in W.J. ONG,
Oralità e scrittura, Il Mulino, Bologna 1976.
2) A. CALVANI,
Manuale di tecnologie dell’educazione, EDIZIONI ETS, Pisa 1999, cap. II “Tecnologie per l’educazione (I media)”.
3) Tale piano costituisce l’attuazione del progetto sulle “Attività di formazione inerenti le competenze informatiche e tecnologiche del personale docente della scuola” approvato con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2001 (Fondi licenze UMTS), che a sua volta ha costituito una risposta alle indicazioni date a livello europeo con il Piano di Azione e-Europe varato a Lisbona nel Marzo del 2000. Sull’argomento, cfr. C.M. 21 maggio 2002, n.55 e relativi allegati, consultabili on line al seguente URL:
http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm055_02.html.
4) Sul concetto, cfr. D. DEMETRIO, “Diventare adulti nelle organizzazioni” in D. DEMETRIO (a cura di),
Apprendere nelle
organizzazioni, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1994.
5) Cfr. M. BRUSCAGLIONI,
La gestione dei processi nella formazione degli
adulti, Franco Angeli, Milano 1997, cap. 2.4 “Principio della finalizzazione dell’apprendimento”.
Uno dei lavori più accurati, in tal senso, è rappresentato dagli atti della
European Conference about Information Technology in Education: A Critical Insight, Barcellona 3-6 novembre 1992.
6) Cfr. A. CALVANI,
Potenzialità e limiti del software
didattico, intervento tenuto all’Accademia Navale di Livorno (settembre 1997), reperibile on line al seguente URL:
http://www.scform.unifi.it/lte/doc/acnavale.doc.
7) D.M. 28 giugno 1991 (Insegnamento delle lingue straniere nella scuola elementare), art.5,
com. 1.
8) Il numero previsto di partecipanti di tipo A (docenti con scarse o nessuna alfabetizzazione informatica o incapaci di usare significativamente gli strumenti tecnologici in ambito didattico) è infatti di circa 160.000 unità, numero che consente il coinvolgimento di circa il 20% del personale docente in ruolo presso ciascuna istituzione scolastica.
9) C.M. 23 novembre 1998, n° 459, “Formazione continua”.
10) Cfr. obiettivi formativi presenti a p.3 del Progetto tecnico allegato alla C.M. 21 maggio 2002, n.55.
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